Egitto fai da te? Sì grazie

L'Egitto é pericoloso al di fuori dei classici tour organizzati. Meglio prendere il solito charter per le ritrite mete sul Mar Rosso come Mar Salam, Hurgada o Sharm all'interno di hotel cinque stelle, comodi e sicuri. Oppure una bella Crociera sul Nilo completamente organizzata. Questa la convinzioni di molti viaggiatori.

Che dire.. chiedo alla mia agenzia di viaggi di fiducia ed anche loro nessuna idea, nessuna notizia per viaggi in Egitto fai da te. Che si fa? Non voglio accodarmi alle mandrie di turisti che acquistano a pacchetto chiuso. Voglio farmi i fatti miei, comprendere come vivono gli egiziani per davvero, decidere ogni cosa come meglio credo, senza l'interferenze da parte di nessuno.


Visualizzazione ingrandita della mappa

La soluzione è sempre la stessa: per valutare nel giusto modo ogni destinazione chiederò alla mia migliore amica, che ha viaggiato in tutto il mondo e che a cadenze prefissate ritorna nei luoghi precedentemente visitati per capire se qualcosa è cambiato. Quest'amica gironzolona si chiama Lonely Planet che già mi ha accompagnato durante il mio giro del mondo nel 2008. Oggi tocca all'Egitto per un viaggio fai da te che si preannuncia davvero avventuroso. I miei ricordi negativi per il nord Africa, un viaggio in Tunisia, parlano di tanta povertà, di insistenti procacciatori che non ti lasciano mai in pace, di desolazione un po ovunque.

Staremo a vedere l'Egitto quali sensazioni mi porterà. Per ora devo ancora pianificare tutto il viaggio, volo per Il Cairo in primis.

Volo Milano Egitto - Cairo

Prima cosa, cercare il volo per l'Egitto. Ma verso dove? Abbiamo due possibilità: un charter verso una destinazione del Mar Rosso, tipo Marsa Alam, Hurgada o Sharm, eventualmente Luxor, ma raramente si trovano i posti verso quest'ultima destinazione. Oppure un classico volo di linea verso Il Cairo.

Alpitour, tramite il suo sito partner www.alpitourworld.com offre voli last second verso molte destinazioni del mondo dove possiede villaggi o interessi vari. In pratica mette in vendita i posti sugli aerei che gli risultano invenduti con i pacchetti turistici tutto compreso. In questo modo punta ad occupare tutti i posti a sedere che ha già acquistato con mesi di anticipo dalla compagnia aerea che effettua la tratta prescelta. Personalmente sono riuscito a volare su Cancun con 350 euro, tasse e visto compreso, qualche anno fa. Oggi provo a capire se e quando sarà possibile volare in Egitto.
Noto subito che i prezzi, comprese tasse, si aggirano intorno ai 250 euro. Inoltre, per limitare i costi, si deve partire da un'aeroporto e tornare verso un altro aeroporto. Per esempio partire da Malpensa e tornare a Bologna, o Orio al Serio. Non molto comodo e soprattutto antieconomico per un volo su una tratta breve come la nostra.

Opzione due: volo di linea da Malpensa al Cairo. I voli diretti sono operati da Egyptair e Alitalia. Con molta sorpresa troviamo con Alitalia un volo andata/ritorno a 230 euro tasse incluse. Ottimo direi. Scegliamo quello senza indugio anche se, personalmente, non volo più con Alitalia da anni vista la sua inaffidabilità per i troppi scioperi che colpiscono imprevedibilmente la compagnia. Comunque è fatta, ora possiamo dedicarci a pieno alla pianificazione dell'itinerario.

La mia idea di volare con charter Alpitour è tramontata sul nascere a
nche per un altro motivo: infatti pensavo di arrivare per esempio ad Hurgada e noleggiarmi un'auto per avventurarmi nel deserto e scorrazzare a mio piacimento tra i siti archeologici di Abu Simbel e Luxor. Tuttavia la guida Lonley sconsiglia vivamente il noleggio auto, anche con autista, perchè ai turisti non è consentito viaggiare da soli in molte zone del deserto e sul Nilo ed è necessario far parte dei convogli militari che partono ad orari prestabiliti da e verso specifiche località. Quindi troppo problematico.

Viaggio in Egitto fai da te indipendente: conclusioni


Torno dall’Egitto piacevolmente sorpreso. Dispiaciuto per non aver fatto questo viaggio molti anni prima. I media ci hanno sempre raccontato di un paese molto pericoloso: a dir la verità è una delle destinazioni dove mi sono sentito più al sicuro. Certo capitano gli attentati ma al 99% vengono colpiti i turisti dei viaggi organizzati.
Vitto e alloggio costano davvero poco, i trasporti pure così come le Crociere sul Nilo improvvisate. Direi che sono economici anche gli ingressi ai musei/siti archeologici rispetto al valore culturale degli stessi.
Ringrazio la mia dolce compagna BellaEli per aver sopportato/accettato un viaggio a volte speso in condizioni precarie per una donna alla sua prima esperienza del genere. Ma alla fine vedi che tutto è andato per il verso giusto?? ;-)
Torno inoltre con una consapevolezza in più: ora so a cosa ci si riferisce quando si parla di imprese faraoniche!! E cosa dire ai tanto acclamati romani: siete solo chiacchiere e distintivo rispetto a quanto hanno combinato gli egizi migliaia di anni prima di voi.. Alla prossima!
Dave & Eli

Da Luxor al Cairo in treno

Dopo il tempio di Karnak possiamo lasciare Luxor diretti al Cairo: il nostro viaggio indipendente in Egitto sta per volgere al termine. Per rientrare al Cairo decidiamo di non prendere lo Sleeping Train che costa 60 dollari americani ma un altro treno molto meno costoso con accesso consentito ai turisti (perchè non tutti lo sono). Paghiamo la nostra bella prima classe, non ci saranno i letti ma ci assicurano poltrone reclinabili molto comode.

Arriva il treno, la carrozza per i turisti è in testa, seguita da un’altra per la scorta militare. Saliamo sul mezzo e che dire? Il vagone è molto anziano, diverse poltrone sono rotte, l’ambiente appare tutt’altro che pulito. Insomma come i nostri vecchi treni intercity. Ci sistemiamo alla bene meglio e si parte.. viaggio tranquillo, aria condizionata a go go, militari che passano ogni tanto. Poltrone anche comode direi. Se non siete schizzinosi è una valida alternativa all’aereo o allo sleeping train. Giunti al Cairo di primo mattino ritorniamo al nostro caro Luna Hotel dove passeremo l’ultima notte prima di rientrare.

Informazioni pratiche: non fate affidamento sugli orari dei treni pubblicati sulle guide turistiche. Anche la Lonely ha sbagliato alla grande e in diversi casi non solo in merito ai trasporti. Andate sempre alla stazione e chiedete, è l’unico modo per essere certi di prezzi, orari e possibilità di accesso ai turisti.

Tempio di Karnak visita


Tempio della Regina Hatshepsut: fatto. Colossi di Memnone: fatti. Valle dei Re e Tomba di Tutankamon: fatti. Valle delle Regine: fatta. Ieri è stato un giorno intenso dove siamo riusciti a visitare gran parte dei siti che ci eravamo prefissati.

Oggi abbiamo tutta la giornata per tirare un po’ il fiato e vedere l’ultimo monumento che ci manca a Luxor: il Tempio di Karnak. Stasera, dopo cena, ci attende il treno notturno che ci riporterà al Cairo, ma per il resto del tempo siamo liberi di organizzarci al meglio.

Lasciamo le valigie in stazione a Luxor, facciamo due passi per la città, diamo un’occhiata al suk, compriamo qualche souvenir, mangiamo qualcosa e decidia
mo di raggiungere Karnak. Sappiamo che Luxor e Karnak sono molto vicini: la nostra guida John ci ha raccontato che un tempo i due Templi erano collegati da una strada della lunghezza di due chilometri adornata a destra e a sinistra da file parallele di statue a forma di sfinge di cui purtroppo oggi rimangono solo le parti terminali davanti ai due templi. Peccato, sicuramente questa strada doveva essere davvero bella. Pazienza, ci accontentiamo di immaginarla mentre per poche lire egiziane ci facciamo accompagnare da un calesse davanti al Tempio di Karnak.

Arrivati davanti a questo importantissimo sito archeologico rimaniamo a bocca aperta davanti alla sua grandezza e complessità. Facciamo il biglietto
e ora siamo pronti ad addentrarci tra queste imponenti rovine. Ci eravamo documentati e avevamo letto sulla guida che la costruzione e l’ampliamento di questo complesso di edifici va di pari passo con la storia dell’Egitto nel senso che ogni faraone ha voluto mettere del suo, lasciare in un certo senso la propria firma, aggiungendo statue, templi, obelischi, cortili colonnati, iscrizioni e strutture di ogni genere. Per questo è difficile, mentre si cammina fra le rovine del tempio, capacitarsi di quale sia la struttura originaria, quella da cui è partito tutto il successivo sviluppo. Purtroppo, però, la scelta dell’orario in cui visitare questo luogo non è stata affatto azzeccata: sono le 14.30 e davvero il caldo è insopportabile…

Cerchiamo con l’ai
uto della piantina che c’è sulla guida di visitare tutto e di capire il più possibile per quel che riguarda faraoni, epoche di costruzione, funzione di quello che stiamo vedendo. Ammetto però che con questo caldo che quasi non ci permette di respirare e questo sole a picco sulle nostre teste è tutto molto difficile. Per questo motivo il mio giudizio su Karnak non è positivo: il caldo mi ha dato letteralmente alla testa e non mi ha permesso di godere e di appassionarmi alla magnificenza e alla storia complessa e affascinante che fa di questo tempio uno dei monumenti egiziani più famosi e apprezzati al mondo.

Degna di grandissima nota lo strepitoso Sala Ipostila – situata nel tempio di Amon e voluta dal faraone Seti I – larga più di 100 metri e profonda circa 50: una vera e propria foresta di pietra, dove si alternano in tutto 134 colonne alte fino a 25 metri con iscrizioni, bassorilievi e geroglifici e suddivise in due grandi aree da un corridoio centrale. Il tutto ricopre una superficie di 5000 metri quadrati… un’immensità di fronte alla quale ci sentiamo piccoli e assolutamente increduli: questo incredibile edificio è stato fatto migliaia di anni fa da uomini che di sicuro non avevano a disposizione gli strumenti per edificare che abbiamo noi oggi.

Una piccola curiosità: dalla parte opposta dell’ingresso principale del sito archeologico, vicino al lago sacro c’è una colonna con sopra un'enorme statua di scarabeo, insetto molto venerato nell’Antico Egitto. Le leggende popolari dicono che girare intorno a questa statua porti fortuna. Chissà se è vero, ma in ogni caso male non può fare!

Rientriamo a Luxor con il calesse e dopo questo bagno di caldo decidiamo che, per ritemprarci, una gita in feluca è proprio quello che ci vuole: è la nostra terza crociera sul Nilo! Detto, fatto.
Le nostre ultime ore a Luxor prima di prendere il treno le passiamo tra le a
cque del Nilo, godendo della leggera brezza che la barca ci regala e sorseggiando un ottimo tè alla menta in attesa del tramonto. Arrivederci Luxor!

Guida parlante italiano a Luxor

A Luxor la nostra Guida è stata John, egiziano che parla l'italiano e molte altre lingue. Lo abbiamo conosciuto al tempio di Luxor e poi lo abbiamo assoldato come guida per la visita alla Valle dei Re e non solo, per i giorni seguenti. Ottima scelta a poco prezzo! Simpatico, disponibilissimo ad aiutarci in tutto, anche a prenotare il nostro treno per rientrare al Cairo.. grazie John!

Questi i suoi recapiti se volete contattarlo anche voi per una visita guidata a Luxor è un'ottima scelta:


John: adeeb_abs@yahoo.com
Tel: 0020129222582

Valle dei Re escursione fa da te

Sono le 8 e la nostra guida John, conosciuta ieri al tempio di Luxor, è arrivata puntuale con l’autista sotto il nostro hotel per questa giornata di escursione nella valle dei Re, delle Regine e templi vari.

Le valli si trovano dalla parte opposta del Nilo e per arrivarci occorre attraversare un ponte che dista diversi chilometri dalla città. Non è un problema perché in questo modo abbiamo la possibilità di vedere la periferia egiziana di quella grande città per turisti che è Luxor. Campi coltivati, bimbi che giocano, asini che trainano giganteschi fascioni di cipolle.. è un bel verde da vedere. In lontananza scorgiamo le montagne color oro,desertiche, strane perché si stagliano innaturali nel mezzo di pianure che si perdono a vista d’occhio.

Il deserto prende il posto dei campi ed iniziamo ad intravedere rovine e templi dislocati ai lati della strada asfaltata che conduce alla valle più importante d’Egitto. Dopo qualche chilometro di salita in mezzo al nulla, raggiungiamo un parcheggio dove il nostro autista ci aspetterà dopo la nostra visita alla Valle dei Re. Mi stupisce molto il fatto che i faraoni abbiano deciso di farsi seppellire in un luogo così isolato e vorrei davvero capire in che modo si erano organizzati per proteggere le proprie tombe dagli assalti dei predoni.
Superiamo l’ingresso e ci ritroviamo davanti ad un grande plastico in plexiglass dove sono riprodotte in miniatura tutte le tombe ritrovate nella valle. E’ un’opera splendida e azzeccatissima per capire la conformazione della valle dei Re, della profondità delle tombe, del numero di camere di ciascuna. Ne rimango molto affascinato.

Paghiamo l’ingresso c
he da diritto alla visita di 3 tombe. Quella di Tutankamon ha un costo a parte di 100 lire egiziane ma non possiamo non vederla, quando ci ricapiterà di tornare qui? Carpe Diem quindi. La nostra guida John è molto informata su tutto, prima dell’ingresso alle tombe ci spiega cosa ci troveremo all’interno ( le guide non possono entrare ), le peculiarità del faraone, la spiegazione dei dipinti.. Inoltre John ci tiene lontani dai procacciatori di affari sparsi un po ovunque. Vediamo infatti che diverse persone si avvicinano a noi per cercare di venderci qualcosa ma John è un ottimo guardiano, bastano due parole in arabo a noi incomprensibili per allontanare i rompiscatole.

Cosa dire sulla Valle dei Re: è molto di più di ciò che mi sarei aspettato. Non voglio addentrarmi in particolari, li lascio alla vostra visita. Posso solo dire che un viaggio in Egitto non è completo senza la visita a questa meraviglia dell’uomo (uomo poi??) datata 5000 anni fa. Davvero splendida.

La visita prosegue e ci dirigiamo ora verso la Valle delle Regi
ne: purtroppo la tomba di Nefertari, la più bella, è chiusa. Ce ne sono però diverse aperte e siamo curiosi di vedere come i faraoni trattavano le loro consorti ed i figli dopo la morte. Tombe molto meno appariscenti, più raccolte, ma ugualmente ben dipinte. Dopo diverse ore a spasso è ora di rientrare.

L’escursione è sta
ta fantastica, John merita una mancia per la grande disponibilità oltre che profonda conoscenza dei luoghi visitati.

Per contattare
John via mail o telefonicamente, questi sono i suoi recapiti diretti:

John: adeeb_abs@yahoo.com
T
el: 0020129222582

Parla italiano e diverse altre lingue.. Grazie mille John!

Museo di Luxor


Finito il giro al bellissimo Tempio di Luxor, dobbiamo decidere cosa fare durante il resto della serata. L’orologio segna le ore 20.30 e secondo noi c’è tempo per qualche altra visita, anche perché sulla guida troviamo scritto che i musei della città chiudono alle ore 22.

Una rapida consultazione con Davide ci porta a decidere che la nostra prossima tappa sarà il Museo di Luxor che, tra le altre co
se, dista solo qualche minuto di calesse dal Tempio. Arriviamo davanti all’anonimo edificio e facciamo i biglietti (80 lire egiziane a testa). Siamo pronti per esplorare questo museo, che ho letto essere piccolo ma davvero ben curato, un gioiellino.

Entriamo e già nella prima sala, che fa un po’ da anticamera allo spazio museale vero e proprio, l’impressione che abbiamo è ottima: allestimento perfetto e raffinato, luci giuste - in grado di mettere ancor più in risalto i reperti esposti -, aria condizionata non troppo forte, e, soprattutto, didascalie di fianco ad ogni oggetto e pannelli esplicativi che raccontano ai visitatori la storia e la cultura egiziana scritti in arabo e in inglese. Insomma tutta un’altra vita rispetto alla mancanza di indicazioni, alla caoticità, alla confusione e all’ammassamento di reperti che rende difficoltosa la visita al gigantesco Museo Egizio del Cairo.

Ci rendiamo conto che qui a Luxor sono stati facilitati, essendoci davvero ben pochi oggetti in mostra rispetto a quelli del museo archeologico della capitale, ma quelli presenti qui sono stati valorizzati al meglio. Tanto di cappello, tebani! Statue, utensili della vita quotidiana, gioielli e monete, oggetti utilizzati dagli scribi, alcune mummie perfettamente conservate, pannelli con geroglifici, iscrizioni, armi e molto altro, provenienti per lo più da Luxor e dalla vicina Karnak, oltre a una parte (piccolissima ma comunque significativa) del corredo funerario del famosissimo faraone Tutankhamon. Questa cosa ci sorprende e ci fa anche molto piacere, perché, dopo aver visto tutto il resto del corredo conservato al Museo del Cairo abbiamo scovato anche queste chicche, che ci permettono di completare il quadro.

Una visita, quella al Museo di Luxor, che non vi porterà via più di tre quarti d’ora/un’ora e che ci sentiamo di consigliare a tutti caldamente.

Luxor fai da te? Con John si può


Prima tappa la visita al Tempio di Luxor, situato proprio al centro della città. Arriviamo ai cancelli al tramonto, l’orario migliore poiché vengono accesi i riflettori sulle rovine ed il tempio appare maestoso, valorizzato nella sua interezza.

Dopo aver pagato l’ingresso, raggiungiamo l’entrata dove un egiziano
si propone per una visita guidata. E’ John, molto cortese e simpatico, parla italiano e le poche parole che non conosce nella nostra lingua le esprime in inglese, francese.. insomma ci si intende perfettamente!

La visita è molto più interessante grazie a John perché ci spiega cose ch
e sulla guida non compaiono: tutte le nostre curiosità trovano una risposta, iniziamo a riconoscere le statue, i dipinti, i perché delle posizioni delle sale.. davvero molto istruttivo.

Dopo questa breve visita concordo con Elisabetta che John è senza dubbio la guida giusta per accompagnarci l’indomani nella Valle dei Re. Siamo stati molto fortunati ad incontrarlo e con lui siamo ora certi che non ci perderemo nemmeno un briciolo della storia egiziana a Luxor.

Dopo aver concordato un prezzo che riteniamo equo, ci diamo appuntamento per l’indomani alle 8 davanti al nostro hotel. Penserà lui al mezzo di trasporto e all’autista. Non andremo solo nella Valle dei Re ma anche nella Valle delle Regine ed a visitare diversi templi della zona!
Il prossimo post tratterà della nostra escursione a Luxor: è stata un’esperienza affascinante, un must per chi visita l’Egitto. Viaggiare da soli è bene ma avere una guida del luogo quando si visitano certi siti è davvero molto più istruttivo. Provare per credere.


Il nostro John è stato perfetto.

Inoltre trovare una guida parlante italiano a Luxor non è per nulla semplice.


Di seguito riporto l’indirizzo email ed il recapito per contattare direttamente John:
John: adeeb_abs@yahoo.com
T
el: 0020129222582

Hotel a Luxor dormire a Luxor


Luxor è una città abbastanza raccolta pertanto le strutture ricettive sono per lo più dislocate in prossimità del centro. La nostra scelta è stata il New Pola Hotel, con piscina sul terrazzo e vista Nilo per le camere situate ai piani alti. Prezzo 40 dollari americani in camera doppia prima colazione (scarsa) inclusa nel prezzo. Forse era meglio prenotare un hotel nei pressi del suq, per vivere meglio la città la sera ma, a dirla tutta, gli hotels in questo viaggio li abbiamo sfruttati solo per dormire, stravolti come tornavamo dalle escursioni che ci stremavano durante la giornata.

Ristoranti a Luxor

Questa è la prima recensione che pubblico su di un ristorante in questo viaggio in Egitto. E’ un ristorante fantastico scovato sulla guida Lonely la quale, tuttavia, non rende l’idea della qualità delle portate proposte dal giovane Chef.

Il ristorante si chiama Snobs e pubblico qui a lato il biglietto da visita e l'insegna luminosa esterna al locale così che gli avventori del blog li possano stampare e mostrare al taxista/conducente di calesse per farsi accompagnare.

Dal centro città saranno cinque minuti di tragitto. Il ristorante Snobs dall’esterno parrebbe nulla di che ma la cucina invece risulta la migliore mai provata in Egitto. I prezzi sono modici e lasciare la mancia è stato un piacere.
Inutile consigliarvi dell
e portate, provate ciò che desiderate, magari lasciando perdere le pizze ma esclusivamente per concentrarsi ed assaporare i piatti tipici locali o internazionali che siano. Ottimo rapporto qualità prezzo. Imperdibile.

Calessi a Luxor

Luxor è una città di medie dimensioni e la sua caratteristica in merito ai mezzi di trasporto è la presenza, oltre ai soliti taxi, di centinaia di calessi trainati da cavalli che fanno su e giù per le vie cittadine. Una corsa in calesse costa davvero poco, 10/20 lire egiziane e il conducente è sempre disposto ad aspettarvi per farvi da autista per l’intera giornata.

Tutte le attrattive principali della città, a parte la valle dei Re,
sono a portata di cavallo: per questo motivo meglio il calesse che i taxi locali, più inquinanti e rumorosi. I conducenti possono a volte essere insistenti ma nel nord Africa è spesso così. Fategli capire quello di cui necessitate e vi lasceranno tranquilli per tutto il resto del viaggi

Da Aswan a Luxor in Treno


Raggiungere Luxor da Aswan ( Assuan ) ma come? L’opzione migliore per comodità, velocità e sicurezza è il treno. Sono circa tre ore e mezza e decidiamo di prendere un treno di seconda classe al costo di 24 lire egiziane a testa, da pagarsi direttamente a bordo. Non sappiamo cosa ci aspetta e per questo, prima di salire (oramai è mezzogiorno) prendiamo due pizze take away da mangiare in treno.
Eccoci in banchina, il treno è già lì, pronto. Esternamente pare uno dei nostri italiani, di quelli che viaggiano nelle tratte regionali del sud Italia. L’interno è affollato così scaliamo i vagoni sin quasi alla testa dove decidiamo di entrare. Panche in legno, odore di essere umano sudato, sottofondo di voci che si alternano ad urla e sguardi indiscreti in qualità di unici stranieri a bordo, ci accolgono per un benvenuti che ad Elisabetta piace molto poco.

Personalmente non vedo pericoli reali, sul nostro vagone su 100 persone ci sono due donne. Il treno parte in orario, è a tratti pure veloce. I finestrini sono completamente abbassati, le porte spalancate, ragion per cui il vento caldo ha fatto scomparire il cattivo odore. Alla fine direi che non è male, la vista al di fuori è a tratti splendida, stiamo spendendo per la tratta Aswan Luxor circa 30 centesimi di euro a testa, meglio di così!

Ovviamente non è la situazione igienica adatta per mangiare le pizze quindi attenderemo l’arrivo in hotel a Luxor. Arriviamo in orario, scendiamo, solito taxi e via verso il Nile Hotel, vista Nilo...

Suggerimenti: La stazione di Aswan ha un deposito bagagli con lucchetto sulla banchina del primo binario al costo di 3 lire egiziane al giorno: ci siamo fidati e tutto è andato bene. Chiedete ai militari o in biglietteria dove si trova la stanza con il deposito. I treni non per turisti costano davvero poco: personalmente li riprenderei senza alcun problema.

Visita alle Tombe dei Nobili – Aswan


Dopo l’escursione ad Abu Simbel di ieri con levataccia alle 02 del mattino, oggi lasciamo Aswan alla volta di Luxor. Prenderemo un treno di seconda classe nel primo pomeriggio e stamattina ci dedicheremo alla visita alle Tombe dei Nobili, ben visibili come buchi di formica nella sabbia sulla sponda opposta del Nilo, quella meno abitata. Problema bagagli risolto: per 3 lire egiziane li lasciamo in custodia alla stazione. Noleggiamo una feluca per 20 lire ed eccoci sull’altra sponda.

Qui è deserto, noleggiano
cammelli, c’è qualche chiosco ma all’orizzonte appare solo sabbia e qualche paesino nubiano. Ci appropinquiamo alla salita verso le tombe, non prima di aver pagato (poco) al solito botteghino onnipresente, sito all’entrata del sito. Dopo molti gradini resi ancor più ostici dalla caldazza desertica, eccoci in cima.

Un omone nubiano, vestito di bianco,
ci accoglie offrendosi come guida per le tombe. Certi del costo irrisorio non c’è bisogno di convincerci ed eccoci alla visita vera e propria. Il custode ha le chiavi ed apre le porte delle tombe dall’interno delle quali, come al solito, sono state asportate le statue ( e portate nei musei.. ). La visita è gradevole, il Faraone era magnanimo con i suoi buoni sudditi.

Pr
ima di lasciare il sito ricompensiamo con una mancia inaspettata il custode ( 50 lire egiziane ) il quale evidentemente non trovava turisti così generosi da molto tempo poiché dopo un primo momento di stupore ci ringrazia, ci abbraccia, si illumina..

Siamo contenti perché si vede che è
una persona gentile, educata e dignitosa nella sua povertà. La miglior mancia che abbia lasciato in Egitto. Riprendiamo la feluca e torniamo sulla sponda civilizzata. Questa visita ha avuto il suo perché, soprattutto per le ottime spiegazioni forniteci dal custode che ci hanno fatto capire come il faraone amministrasse i suoi possedimenti più lontani.

Info pratiche: non fate i barboni e date la mancia al custode: cinque euro per voi non sono nulla, lui sfama la famiglia per settimane.

Isola di Philae Escursione da Aswan costo

Dopo questa breve sosta ci rimettiamo in cammino verso l’altra meta della nostra gita, sicuramente più scenografica e interessante dal punto di vista archeologico: l’isola di Agilika che oggi ospita il complesso dei templi dell’Isola di Philae, anch’essa sommersa dopo l’inaugurazione della Grande Diga. Come per i templi di Ramses II ad Abu Simbel, anche in questo caso l’UNESCO si è fatto promotore di una formidabile opera di recupero che non solo ha fatto sì che le costruzioni presenti sull’Isola di Philae fossero spostate pezzo per pezzo su un’isola limitrofa ma ha anche riprodotto in questa nuova locazione lo stesso paesaggio e la stessa vegetazione del luogo dove i templi erano originariamente situati.

Il minibus ci lascia in un piccolo spiazzo da cui intravediamo un molo dove sono attraccate numerose barche, di
diverse dimensioni. Per raggiungere l’Isola è necessario fare un piccolo tragitto in barca, una mini crociera sul Nilo e, l’autista del nostro bus, gentilmente, ci avverte che i barcaioli sono soliti approfittarsi dei turisti, proponendo dei prezzi un po’ troppo esosi per pochi minuti di navigazione. Il nostro gruppo è formato più o meno da una ventina di persone e l’autista dice che non dobbiamo dare a chi ci farà raggiungere Philae più di 10 LE a testa per l’andata e per il ritorno e di fare il suo nome se il barcaiolo dovesse dimostrarsi recalcitrante.

Seguiamo il suo consiglio, raccogliamo i soldi e un portavoce si mette a contrattare
con alcuni ragazzi sul molo: in effetti storcono un po’ il naso ma alla fine accettano di farci arrivare a destinazione e tornare dopo un’ora al molo per la cifra pattuita. Prima di salire a bordo, però, acquistiamo il biglietto di ingresso per visitare i resti archeologici presenti sull’Isola al costo di 50 LE a testa. Sulla barca stiamo poco meno di 10 minuti, giusto il tempo per guardarci un po’ intorno e fare un po’ di foto dall’acqua ai templi che si fanno sempre più vicini. Sbarchiamo tra questi monumenti sacri, che scopro essere molto famosi, visto che Philae, a partire dall’epoca tolemaica, era divenuta un importante centro di culto in onore della dea Iside, il cui tempio si è mantenuto in ottime condizioni e è situato al centro dell’isola.

La leggenda narra infatti che proprio in questo
luogo Iside, dea della maternità e della fertilità, avesse partorito il figlio Horo. Nonostante sappiamo che tutto il complesso è stato ricostruito, la vista di questi resti - spostati per evitarne l’eterna scomparsa sotto le acque scure del fiume Nilo dopo la costruzione della Grande Diga - regala comunque ai nostri occhi un fascino senza tempo: pietre millenarie, colonne sormontate da decorazioni floreali, bassorilievi e altorilievi che ornano le pareti degli edifici, geroglifici scolpiti che raccontano la grandezza degli dei, il tutto ingentilito dalla presenza di una vegetazione rigogliosa.

Diga di Aswan - High Dam Egitto

Ore 9.30 circa. Ritorniamo verso il piazzale dove ci aveva fatto scendere l’autista del nostro minibus e alla spicciolata vediamo arrivare tutti i nostri altri compagni di viaggio all’andata. Ora manca solo il pulmino che però non si fa attendere molto. Prendiamo i nostri posti e scopriamo che abbiamo altri due passeggeri a bordo: una coppia di giovani turisti con bagaglio al seguito, che probabilmente sono riusciti a fare quello che avremmo voluto fare anche noi - passare la notte ad Abu Simbel – e che ora ci hanno chiesto un passaggio fino ad Aswan. Adesso che abbiamo visto com’è Abu Simbel, ovvero una cittadina spettrale che si anima solo grazie ai gruppi di turisti che vengono in visita, il fatto di non essere riusciti a fermarci lì la notte prima non è poi così grave…

Giusto il tempo di trovare una posizione non troppo scomoda sui sedili e parte la dormita generale. D’altronde la sveglia questa mattina è stata inclemente e siamo tutti in piedi dalle 2.30! Meglio quindi riposarsi un po’ prima perché davanti a noi abbiamo ancora un’altra visita bella tosta: quella al Tempio di Philae. Alterno momenti di abbiocco a momenti in cui guardo incuriosita il paesaggio lunare che ci circonda: non c’è che dire, siamo proprio nel deserto ed è un deserto molto affascinante.

Verso le 13 arriviamo alla tappa intermedia della nostra escursione: la Grande Diga, o High Dam. Una visita tutt’altro che imperdibile, direi, ma interessante se non altro per rendersi conto dell’effettiva grandezza di questa colossale opera dell’uomo, inaugurata nel 1971. Una costruzione mastodontica la cui realizzazione ha richiesto più di dieci anni di lavoro senza sosta, ingentissime somme di denaro, molti operai morti durante le varie fasi e, soprattutto, un’intensa collaborazione con l’Unione Sovietica, che, infatti, viene commemorata attraverso una statua a forma di fiore di loto presente ancora oggi sulla diga. Alta 110 metri, regala una splendida vista da un lato sul Lago Nasser e dall’altro lato sul fiume Nilo, le cui famose e spesso distruttive piene – che si alternavano ai periodi di secca in modo non ottimale rispetto al ciclo delle coltivazioni e dei raccolti provocando spesso - dopo la costruzione della nuova diga sono solo un lontano ricordo.

Abu Simbel Tempio di Nefertari

Finita la visita al Tempio Maggiore ci dirigiamo verso il Tempio Minore, detto di Nefertari proprio perché è il faraone l’ha dedicato a lei. Prima di arrivare lì, però, decidiamo di andare su una terrazza che da una parte ci permette di guardare il lago, le cui acque si distendono a perdita d’occhio, e dall’altra ci regala una visione d’insieme mozzafiato dei due templi. Non a caso qui vicino sono state posizionate le gradinate dello spettacolo di luci e suoni che tutte le sere di primavera e estate viene messo in scena qui e permette di rivivere, tra proiezione di luci sui templi e suoni coinvolgenti, la storia di Ramses II, uno dei faraoni più noti dell’Antico Egitto.

Ora siamo pronti a visitare il secondo tempio, decisamente meno d’impatto di quello Maggiore, ma direi quasi più raffinato dal punto di vista delle decorazioni e delle statue che lo ornano. Una bellezza delicata, quella di questo monumento, unico tempio egizio dedicato alla moglie di un faraone: sulla facciata i trovano sei statue alte una decina di metri e alternate, tre del faraone e tre della moglie attorniati dai figli e dalle figlie. La particolarità è che per la prima volta la statua della moglie di un faraone viene riprodotta della stessa altezza di quella del marito e questo sicuramente testimonia come Ramses II amasse la moglie e volesse che i posteri si ricordassero di lei. Il giro all’interno del tempio è piacevole: anche qui troviamo una sala con pilastri, dove iscrizioni e rilievi colorati raccontano la vita del faraone e momenti della vita matrimoniale della coppia, in presenza di alcune divinità.

Templi di Abu Simbel




Abu Simbel: il fascino intatto dei templi ricostruiti


Camminiamo sul sentiero che costeggia la montagna e siamo consapevoli che a breve i nostri occhi saranno colpiti da una visione stupefacente. E infatti dopo pochi passi iniziamo a vedere di fronte a noi l’enorme Lago Nasser (di una grandezza davvero impressionante), mentre sulla sinistra la parete di roccia che fino a quel momento non ci permetteva di vedere oltre finalmente finisce e ci lascia intravedere quella meraviglia che sono i due templi di Ramses II ad Abu Simbel.


Non a caso nel 1979 sono entrati a far parte della lista dei siti patrimonio mondiale dell’Umanità redatta dall’UNESCO. Certo, sappiamo che per evitare che l’acqua del lago li sommergesse, dopo la creazione della diga si Aswan, entrambe le strutture sono state tolte dalla posizione originale e spostate circa duecento metri più in alto in questa montagna costruita apposta per ospitarli. Ma sappiamo anche che i templi e tutti i dipinti che li ornano sono originali, sono stati ricostruiti pezzo per pezzo – con un lavoro immane – così com’erano prima che fossero minacciati da quel grande progetto idraulico che ha interessato il Nilo e che oggi fa sì che non ci siano più le saltuarie piene che riempivano di humus le terre dei contadini ma che l’acqua per irrigare i campi sia costante lungo tutto l’anno.


I colori sono spettacolari: è presto, sono le 7 del mattino ma il sole è già abbastanza alto e il cielo è di un blu terso, mentre la pietra con cui sono costruiti i templi è di un ocra molto acceso, cha fa risaltare ancor più le ombre prodotte dalle immense statue che ornano gli ingressi dei due enormi templi. Il primo tempio che si incontra è il Tempio Maggiore, quello che tutti coloro che sono stati almeno una volta nella loro vita a Gardaland conoscono bene: l’attrazione degli Egizi riproduce, infatti, le fattezze di questo grandioso monumento che Ramses II fece erigere nel XIII secolo a. C. per mostrare la sua forza e commemorare le sue vittoriose campagne militari.


La facciata colpisce per la maestosità delle statue che vi sono collocate, tra le quali spiccano le 4 statue tutte uguali di Ramses II (una delle quali, però, risulta acefala perché la testa del faraone è crollata e si trova oggi ai piedi della statua stessa), riprodotto seduto e con indosso la corona dell’Alto e Basso Egitto, i simboli del potere del faraone, e attorniato dalla madre, dall’amata moglie Nefertari e dai figli prediletti.


Più in alto, in una nicchia al centro della facciata, si trova invece la statua del dio Ra’ Harakhti, raffigurato come un falco circondato dal disco solare. Dopo le foto di rito, imbocchiamo la porta di ingresso del tempio: un cartello ci avvisa che all’interno non è possibile utilizzare la macchina fotografica. Poco male, ci concentriamo su quanto di bello c’è da vedere: la prima sala che si incontra è la sala dei pilastri – alcuni dei quali presentano statue alte più di dieci metri - tutti decorati con dipinti e geroglifici che celebrano la gloria del faraone. Le pareti laterali della sala, invece, raffigurano la grandezza militare di Ramses II, passato alla storia, fra le altre cose, per la vittoria contro gli Ittiti nella sanguinosa battaglia di Kadesh. Lasciamo questa grande sala per entrare in una sala più piccola in fondo alla quale si trovano quattro statue sedute, che guardano verso l’entrata principale del tempio. Tre di queste raffigurano dei (Ra’ Arakhti, Amon Ra’ e Ptah) mentre l’ultima rappresenta lo stesso faraone Ramses II deificato e quindi degno di sedere in mezzo agli altri dei.

Un fatto davvero particolare è legato a queste statue: due giorni all’anno – per l’esattezza il 22 febbraio e il 22 ottobre – i raggi del sole entrano nel tempio con un’inclinazione tale da andare a colpire e illuminare la statua di Ramses. Le date non sono affatto casuali, visto che prima dello spostamento dei templi a causa della diga lo stesso fenomeno aveva luogo il 21 febbraio e il 21 ottobre, ovvero rispettivamente il giorno della nascita del faraone e quello della sua incoronazione.

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Crociera sul Nilo